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CESSPOOLL OF HISTORY

cesspool of history: roots so beloved by my tender heart

The big giant guardian of western roots stands guard at absolute certainty... Free in internet: Caos Barocco, Segusino, valle dei mulini, Gian Berra 2012

 

 

 

 

The big giant guardian of western roots stands guard at absolute certainty

SEGUSINO-Cal del Pont, trodo dei Mulin, Via dei mulini: Il luogo più magico di Segusino. Radice dimenticata di vero potere di vita. Sonnolento, silenzioso, intenso esempio di quelle che sono le nostre antiche radici. La Natura con la sua discreta magia ci parla di cose semplici ed essenziali. Ma intense e senza inganni e mai assolute. Ma sempre concrete e reali come esempio di semplicità e concretezza. Quì è il silenzio che parla e non racconta bugie.

Tantissime foto da visitare all'album Pcasa:

http://picasaweb.google.com/gian.berra/SEGUSINO_CalDelPont_ViaDeiMolini_TrodoDeiMulin_GianBerra_gianberra#

 

La splendida Velle dei Mulini a Segusino:

http://www.scribd.com/doc/79076954/Segusino-e-La-Valle-Dei-Mulini-Gian-Berra-Gianberra-Milies-Stramare

 

Scarica gratis da Internet il nuovo libro di Gian Berra: Una passeggiata poetica alla valle dei Mulini a Segusino.... alla ricerca dell'anima di un paese e delle sue radici perdute.

http://www.scribd.com/doc/79076954/Segusino-e-La-Valle-Dei-Mulini-Gian-Berra-Gianberra-Milies-Stramare

 

      Primo capitolo del romanzo WASERE-cuore di drago, romanzo di Gian Berra  da scaricare GRATIS

       Pubblicato il nuovo romanzo di Gian Berra:

        SEGUSINO  1906:     Cosa succede di straordinario a Segusino alla vigilia della Grande Guerra?

Nel 1906 nel sonnolento paese di SEGUSINO già qualcuno pregusta i profitti di una strage ancora nascosta, ma utile a chi gestisce i veri poteri del male. Personaggi oscuri tramano nel Veneto che con fatica cerca di ritrovare una identità perduta.

Ma l'anima nascosta del paese si risveglia e pone le condizioni di salvezza per chi saprà vederla.

Vicenda struggente e carica di tenerezze inattese che Gian Berra ha descritto con rara sensibilità e un amore per la sua terra che va oltre gli inganni di chi ha cercato da sempre di cancellare il potere di sentire la Vita e parlare con essa.

Il libro è pubblicato su LULU  assieme alle altre pubblicazioni di Gian Berra.

E' possibile scaricare GRATIS il nuovo libro di poesie e racconti 

                          CAOS BAROCCO   di Gian Berra.     

SEGUSINO...? - My roots smelling of earth and shit (Said laughing essay tired of the world)

Unveiling the magic of the magic of childhood is to represent the miracle of the eyes of a child. The artist can not do anything else endlessly relive his surprise to be in this reality and its wonder is shown with his works.
I have within me the wonders of my childhood in Segusino. A small village hidden among the last mountains of the province of Treviso. Few homes nestled among rugged hills and poor obstinate pride isolated from the plains. A dialect with phrases expressing fast and steady defense from those who came from outside to take without giving.
then life was hard and miserable, but proud to earn it gave her courage. I was born in 1947 and soon I was part of that reality. Even as a boy I never saw a paved road, but the solitary walks in the hills and the summers in Milies, a village in the mountains, put me in touch with the infinite magic of nature alive.
Nature still lives around Segusino, demanded attention. A jealous nature trying to please the humanity that insists on not listening. Even then I was a loner who was surprised by a blade of grass, a group of houses perched, to a pond. I am interested in colors, rocks, overgrown paths, the distant horizon, the souls and seasons of the time, the flowers in the fields and sources.
Why no one ever saw these wonderful things? Why no one spoke of the secrets of that land?
But the wonder of many spells purported to express them. Thus began the adventure. I still have two paintings made in ten years. And I began to write my impressions. I was fascinated by the people and what he did. So, I watched the people dressed every Sunday "Sunday best" and went to church every Sunday. Everyone showed its best picture and careful observance of others. Then after putting the men stopped at the tavern and veiled women on their way home. Those were different times.
But things have really changed? I wonder if Nature has begun to talk to the people of Segusino. The mountains, plants, paths and walls of the houses are just objects or someone has rediscovered the soul? The landscape gets attention from the looks hurry? And the mysterious presence hidden behind the shadows in the days when people just noise? Every so often I return to my country and I let the presence of the gods of nature speak to me and tell me their stories; They show me new perspectives full of wonder. Here are the pictures and thoughts from many walks:

Svelare l'incanto delle magie dell'infanzia è rappresentare il miracolo dello sguardo di un bambino. L'artista non può fare altro: rivivere all'infinito il suo stupore di essere in questa realtà e la sua meraviglia si mostra con le sue opere.

Ho dentro di me le meraviglie della mia infanzia a Segusino. Un paesino nascosto tra gli ultimi monti della provincia di Treviso. Poche case arroccate tra  colli aspri e poveri che ostinati si isolavano orgogliosi dalla pianura. Un dialetto che esprimeva con espressioni rapide e decise la difesa da quelli che venivano da fuori a prendere senza mai dare.

la vita allora era dura e miserabile, ma l'orgoglio di guadagnarsela dava coraggio. Io nacqui nel 1947 e subito feci parte di quella realtà. Già da ragazzo non vidi mai una strada asfaltata, ma le passeggiate solitarie nei colli e le estati a Milies, un borgo di montagna, mi misero in contatto con la magia infinita di una natura ancora viva.

La Natura che ancora vive attorno a Segusino, pretendeva attenzione. Una Natura gelosa che cercava di accontentare quella umanità che che si intestardiva a non ascoltarla. Io ero già allora un solitario che si stupiva di un filo d'erba, di un gruppo di case arroccate, di uno stagno. Mi interessavano i colori, le rocce, i sentieri inselvatichiti, l'orizzonte lontano, le anime e le stagioni del tempo, i fiori nei campi e le fonti.

Perchè mai nessuno vedeva queste cose meravigliose? Perchè nessuno parlava dei segreti di quella terra?

Ma la meraviglia di tante magie pretendeva di esprimerle. Così cominciò l'avventura. Conservo ancora due dipinti fatti a dieci anni. E mi misi a scrivere le mie impressioni. Mi affascinava la gente e ciò che faceva. Allora, osservavo la gente che ogni domenica si vestiva " da festa" e si recava in chiesa ogni domenica. Ognuno mostrava la sua immagine migliore e attento osservava quella degli altri. Poi dopo la messa gli uomini si fermavano all'osteria e le donne velate si recavano a casa. Erano altri tempi.

Ma le cose sono davvero cambiate? Chissà se la Natura ha ripreso a parlare alla gente di Segusino. I monti, le piante, i sentieri e i muri delle case sono solo oggetti o qualcuno vi ha riscoperto l'anima? Il paesaggio ottiene attenzione dagli sguardi frettolosi? E le presenze misteriose nascoste dietro le ombre  nei giorni in cui la gente non fa rumore? Ogni tanto ritorno al mio paese e lascio che le presenze degli dei della natura mi parlino e mi raccontino le loro storie; Loro mi indicano prospettive nuove piene di meraviglia. Ecco le immagini e le riflessioni di tante passeggiate:

    Segusino visto da Gian Berra

memories of a child are illusions of the heart, but help to live

Le foto in bianco e nero le ho fatte da bambino nei primi anni sessanta, durante le mie passeggiate solitarie

Le altre le ho rubate un un mattino di fine agosto negli anni ottanta.

 

Segusino, valle dei mulini

la magia non è morta, aspetta solo che il Dio Ariù

si risvegli


 

le vecchie case in riva al Dio Ariù

parlano di fatica antica


 

dall'eternità il Dio Ariù porta la vita

alle ninfe e al Dio Pan


 

 

Nei pomeriggi d'autunno la vita si veste da festa anche a Segusino. Ma sono colori che pochi notano e la gente non trova il tempo di gustarsi la carezza di monti che sfumano oltre  e ci chiamano.

gianberra


 

Segusino, Cal del Pont, la valle incantata guarda verso la luce e spia da sempre i tetti illuminati. Da dentro la sua ombra il tempo sembra non essere mai passato. Gli elfi e le fate ad ogni tramonto sospirano di gioia: Ora i rumori tacciono e possono tornare a giocare-


 

 

Le vecchie mura dentro Cal del Pont raccontano i sogni di chi se ne è andato da tempo. Qua Segusino nasconde storie segrete e lascia spazio alla natura che si riprende ciò che era suo. Gian Berra


 

Segusino, Fontanon. Ora la vecchia fontana non c'è più. Forse dava fastidio alle automobili. Eppure nei miei ricordi le vecchie comari ci andavano ogni ora a sentire le novità o a sparlare di qualcuno. E i bambini ne approfittavano per giocare fino al tramonto.


 

Segusino, Milies. Quel filo di fumo mi scalda il cuore. Sale tra i rami selvaggi e mi ricorda la vita che continua.


 

Segusino, la Villa al Fontanon: Muri, orti, capitelli e un andare sinuoso e stretto che raccoglieva famiglie e storie. Umanità che rivive ad ogni angolo.


 

Segusino, Riva Grassa sospesa sull'antro oscuro. Case che rubavano un po' di spazio sul vuoto. A quei tempi la terra era preziosa. Non c'erano i supermercati e gli orti erano la vita. Le mura si appoggiavano a vicenda come gli uomini.


 

Segusino, Staolet. Mi affascinavano da bambino quelle case appartate che sorgevano su uno sperone di ghiaia e argilla. Già allora disabitate e solitarie, ombreggiate da alberi dimenticati. Già preda dei rovi, ma cariche di magia.

Gian Berra


 

Segusino: Solo i vecchi si intestardiscono ancora a curare con tanta passione i campi. Raccolgono con cura la paglia del granturco e curano gli ultimi alberi da frutta. Tengono duro mentre una torre si impone senza dialogo. Per fortuna i monti sfumano con la loro poesia il cielo-


 

 

Segusino, Il monte in lontananza scende come un grosso drago da sopra. Richiama l'attenzione come a protestare di tanta indifferenza allo spettacolo.


 

 

Segusino, Stramare, perla d'intimità che ignora la fretta. Il suo antico brulicare di vita tace. Ma le sue mura la sanno lunga: che venga presto il tempo che saranno di nuovo preziose? Non c'è risposta: Stramare parla con la sua immagine che sazia e da pace.


 

 

Segusino, Stramare la bella si mostra senza veli e come una ninfa barocca si compiace delle sue pietre nude; fascinosa come non mai. Come un una coppa di roccia che la protegge.


 

Segusino, Stramare, la piazzetta della fontana stamattina e solitaria e un po' indispettita che io la guardi.


Segusino, Stramare la bella regala scorci di umanità mentre i muri si arrampicano l'uno sull'altro e ciascuno vuole dire la sua: Ne hanno tutto il diritto e l'energia. Ma chi li guarda?

Gian Berra

 

 

 

 

 

Tra poco inizia l'autunno a Milies di Segusino. Le vecchie case ancora ricordano storie di vita semplice che non racconta la miseria di una volta. Ma la natura insiste a riproporre la sua festa anche oggi come sempre.


 

Segusino, Milies e la sua valle incantata: Le forme dolci dei colli e il fondovalle una volta erano coltivati a patate e l'erba era un tesoro. Quante famiglie vivevano qua senza chiedere nulla a nessuno? Ci pensarono i funzionari del Regno con il nuovo catasto a far fuggire la gente? O forse furono i sogni  di progresso che venivano da oltre i monti?


 

Segusino, Riva grassa e oltre i monti di Vas e Schievenin. Un orizzonte che uno sguardo abbracciava e il mondo era quello, ma non era la sola realtà.


 

Segusino, Milies. Il Bosco dei tigli era un luogo di giochi e regno delle fate della luce. Era facile incontrarle, bastava aspettare tra i cespugli e lasciare che i profumi dei fiori si rivelassero. poi l'animo si calmava e i tempo non scorreva più. Gian Berra


gianberra

Riva Grassa. Le linee dei tetti come una grande biscia seguono il pendio che porta sopra il monte. Piccole finestre cercano di catturare il sole con discrezione e un po' di timidezza. Il medioevo di ieri sorride discreto.

Gian Berra


 

Riva Grassa di Segusino. Sopra le case i campi delle rive mostrano la cura che dava la sopravvivenza. Le vigne e i portici colmi di fieno si mostrano con orgoglio nudi e ingenui come la sua gente.


 

Riva Grassa. Si scende verso Segusino e uno slargo di cielo rivela il rischio di lasciare una culla. Il mondo di fuori non da sicurezza, ma chiama con voce insistente.

Gian Berra


 

Riva Grassa, Segusino. Sinfonia tragica o orgoglio? Come un tempio greco il fienile si mostra e impone la sua faccia fatta di rughe scarne. Non ammette repliche alla sua immagine: il fatto di esserci gli basta.

Gian Berra


 

Riva Grassa. Uno sguardo a Riva Secca e nel mezzo il vuoto. Oltre i monti la pianura e il mondo. E le vecchie slitte riposano per sempre prima di diventare legna per il fuoco. Dove porta il sentiero?

Gian Berra


 

Riva Grassa. La strada porta in basso carica di promesse, ma in lontananza i monti di Quero richiamano la natura. Non sarà facile sfuggirle.


 

Riva Grassa. Cortile interno discreto ed essenziale. La legna è un tesoro che parla di saggezza e quella lamiera racconta attimi di vita. L'arco resiste come una reliquia intensa di vita.


 

Riva Grassa. La piccola piazza è completa come una opera d'arte. E non dice che appena più avanti l'unica osteria attende chi vuole compagnia.

Gian Berra


Riva Grassa, Segusino. Dove mai porta la discesa? Vale la pena scoprirlo? Oppure basta immaginarlo e tornare indietro?


Stramare, Segusino. Quando i primi raggi del sole entrano tra le case è già mattina inoltrata. E i muri sorridono ogni giorno a quella carezza.


 

Riva Grassa, Segusino. L'arco ti aspetta come una porta che non puoi evitare. Un prezzo obbligatorio da pagare per farti accettare dal Genio di quel luogo incantato. poi sarai suo amico per sempre.

Gian Berra

 

 

Il nuovo libro di Gian Berra: Una passeggiata poetica alla Valle dei Mulini a Segusino.

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