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Pederobba, la vecchia osteria da Rafael a Covolo
di Piave
A
PEDEROBBA succedono cose belle ma anche
azioni
incredibili. Ecco i ricordi di una radice di
vita
tolta
alla nostra memoria per sempre.
Scarica gratis ordinarlda questo sito il libro
di gian berra che racconta questa storia. Oppure
puoi ordinarlo all'indirizzo di Lulu:
scritti\Ostaria da rafael-pederobba.Gian Berra
2010 - Copia.odt
http://stores.lulu.com/baroque
http://justpaste.it/pederobba

La
periferia veneta e l'arte dimenticata.
L'Arte "ufficiale" sempre più lontana dalla
realtà oggettiva, abbandona come sempre il
territorio. Anche nel profondo Veneto la
trascuratezza dell'educazione artistica è la
norma. Sembra quasi che si eviti con cura di
porre alla gente comune un minimo di proposta
reale di condivisione artistica. No, sembra
proprio che per altri 150 anni le cose non
si muoveranno. Il mestiere di politico è fine a
sé stesso? La gente ama davvero la propria
identità culturale? Sono domande senza senso in
un tessuto sociale che non ha mai
trovato la propria essenza dopo che i finti
"assoluti" sono svaniti ... sembra che non
esista abbastanza energia od entusiasmo per
proporne di altri. Questa volta relativi e
davvero sentiti e amati. Agli artisti aprire la
strada: Gian berra ci prova proponendo la
periferia veneta come esempio distruggente e
malinconico ( ma lo è davvero?) scorcio di
umanità che aspetta il dovuto riconoscimento...chissà
quando.

periferia a
Chioggia - gian berra 2005
English Version
Gian Berra: un artista nativo di
terra veneta.
Ogni terra da i propri frutti. Essi sono i suoi
figli. Si nutrono di essa, respirano la sua aria
e bevono la sua acqua. La vita germoglia e non
chiede che di vivere.
Non ci sono dei perché. La vita si manifesta con
potenzialità creative inaspettate ed
imprevedibili. E l’artista è il Jolly che ogni
volta rimescola le carte e propone infinite
possibilità mai prevedibili.
Gian Berra festeggia oggi i suoi primi 35 anni
di pittura. Un ‘artista a tempo pieno che da
giovane ha girato un po’ il mondo e poi è
tornato a respirare l’aria di casa con una serie
di esperienze che gli ha permesso di confrontare
tante situazioni umane.
Gian Berra è un artista perennemente in contatto
con ciò che vive. Lo affascinano le identità
nascoste nei propri simili. Essi nascondono i
loro lati migliori dietro apparenze;
comportamenti che rivelano in continuo la
ricchezza di ognuno. L’artista vede questa
ricchezza e la rende palese a tutti.
La natura che ci sta attorno, che ci alimenta ma
che anche ci mette alla prova, è piena di segni
e linguaggi speciali che è così facile
raccogliere. Gian Berra nota toni di luce,
forme, personaggi e con emozione libera li rende
concreti. Da una forma al linguaggio della vita.
La sensibilità all’essenza delle altre coscienze
è un dono speciale, ma scomodo.
L’artista vive il suo ruolo con dispetto. Vede,
sente una realtà allargata. Si cruccia perché
altri non la notano. E non ne può fare a meno.
Quello è il suo ruolo. E’ l’unico modo per
essere totalmente sé stesso. E’ il suo scomodo
tesoro.
Vive la vita con infinito entusiasmo: la vita è
troppo bella, meravigliosa, sfaccettata come una
gemma. Come volgere lo sguardo altrove?
Gian Berra vive l’emozione di vivere. E
vorrebbe, da vero egoista, che anche tutti gli
altri lo facessero. Da questo punto di vista è
un gran illuso, ma i suoi quadri parlano anche a
tutti quelli che alla meraviglia per la vita,
non ci pensavano più.
35 anni di attività artistica.
Quante mostre in 35 anni! Gian Berra è un
autodidatta, anche se nel 1980 ha frequentato
per un po’ l’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Ma perché ci eri andato?
- Era per vedere cosa si faceva là. Io da anni
già dipingevo, ma mi era venuta la curiosità di
vedere, sentire. Sono un gran curioso per
natura. Parlai con Emilio Vedova che insegnava
in quella scuola. Rimasi deluso dei quell’ambiente.
E me ne tornai in collina.
- E le mostre?
- Ho iniziato quando il boom dell’arte era già
finito. A metà degli anni ’70 gran parte del
mercato era finito. Nessuno a cui rivolgermi per
un consiglio. Così mi inventai tutto.
Autodidatta sino in fondo. Mi bastava poter
vivere libero di “fare arte” e possibilmente non
fare debiti. E quando mi sentivo sconsolato me
ne andavo a passeggiare sulle ghiaie del Piave.
Di mostre Gian Berra ne ha organizzate davvero
tante. Quasi sempre spazi pubblici o luoghi
anche di fortuna. Finché nel 1990 gli viene
l’idea di provare a raccogliere amici intorno a
sé. Fonda l’Associazione Culturale La Criola con
lo scopo di creare un gruppo di persone
sensibili all’arte. Insieme a loro organizza
mostre collettive.
Nel 1993 lancia un “ Corso pratico di pittura”
rivolto a tutti quelli che sentono di provare la
magia del dipingere. E’ un sucessone. Ma anche
una grande responsabilità che stanca, ma riempie
di soddisfazione.
- Oggi siamo nel 1996, come va il corso?
- Quest’anno mi sono preso una pausa, un poco di
respiro per pensare a nuove cose.
- E il bilancio di 14 anni di corso?
- Ho tentato di contare le persone “allievi” del
corso, e dovrebbero essere almeno 900. Quasi non
mi sembra possibile…
- E le “nuove cose”?
- Sto entrando in una fase nuova della mia vita.
Per chi vive l’arte è un’esigenza interiore
agire sempre con spontaneità. Ascoltare il
proprio interiore e seguire l’intuizione. Sono
sensazioni, emozioni che cercano nuove vie con
cui giocare alla vita. Sento di dover elaborare
un nuovo linguaggio pittorico. Una tecnica
alternativa a quella che già opero. Sono sempre
stato un “espressionista alla veneta”. Un
romantico agreste, sognatore di atmosfere
arcaiche. Ma comunque ben vive tuttora... Ma
dieci anni fa iniziai a scendere più in
profondità. Mi lasciai andare ad uno stile più
informale, una ricerca che ho tenuto per me.
Sinora non ho mai esposto questi lavori.
- Desideri cambiare stile?
- No davvero. Ma sento che questi lavori siano
maturi per essere proposti al pubblico in
alternativa agli altri. Semplicemente lascio che
una parte nascosta di me si riveli. Sarà questa
profondità a dire la sua. E io la lascerò libera
di giocare.
- Ha un nome questa subpersonalità pittorica?
- Di certo ha un nome, il mio. Sono sempre io,
solo che ora lo rivelo al di fuori di me. Una
pittura senza forma. Non direttamente leggibile.
Un messaggio da ciò che è nascosto dentro
l’intima essenza di ciascuno. Espresso con un
linguaggio leggibile solo con sensazioni ed
emozioni. Come si fa da bambini.
- Un linguaggio degli Archetipi?
- Mah, forse qualcosa ancora più profondo…Gli
Archetipi forse hanno bisogno di una forma fissa
o quasi, ma leggibile in ogni cultura. Ad uno
stato primordiale non ci sono nemmeno le
immagini.
- Allora proponi un informale?
- Qualcosa di più. Viviamo in una civiltà che
continuamente reinventa sé stessa anche se
sembra abbia uno schema fisso. Viviamo in
perenne “decadenza”; ma ogni decadenza è in
realtà è una rinascita. E lo sappiamo tutti.
Alla fine del 1700 era la stessa cosa e lo stile
barocco ne è la prova. Barocco significa mettere
un ricciolo compiaciuto al proprio cambiamento.
Vivere con gusto la propria impermanenza…
- Un “ informale barocco”
- Bravo! Ecco il nome: Informale Barocco di Gian
Berra.
gianberra@hotmail.com
English
Version
Gian Berra:a native
earth artist veneta.
Every earth from the own fruits.They are its
sons.Nutrono of it, they breathe its air and
they drink its water.The life sprouts and it
does not ask that for living.
Not there are of because.The manifest life with
unexpected and unforeseeable creative
potentialities.And the artist is the Jolly that
every time rimescola the papers and proposes
infinite never expectable possibilities.
Gian Berra celebrates its today first 35
painting years.` an artist to full time that
gives young person has turned po' a world and
then she is returned to breathe the air of house
with a series of experiences that has allowed it
to confront many human situations.
Gian Berra is an artist perennially in contact
with that it lives.They fascinate the own
identities hidden in the similar ones.They hide
their better sides behind appearances;behaviors
that reveal in continuous the wealth of everyone.The
artist sees this wealth and she renders it
evident to all.
The nature that is round, than feeds to us but
that also it puts us to the test, it is full of
special signs and languages that are therefore
easy to collect.Gian famous Berra tones of
light, shapes, personages and with free emotion
renders them realizes.From a shape to the
language of the life.
The sensibility to the essence of the other
consciences is a special gift, but scomodo.
The artist alive its role with dispetto.He sees,
feels one increased truth.Cruccia because others
do not notice it.And he cannot any make
less.That one is its role.E' the only way for
being totally same himself.E' its scomodo
treasure.
The life with infinite enthusiasm lives:the life
is too much beautiful, wonderful, sfaccettata
like one gem.Like turning the look elsewhere
Gian Berra alive the emotion of living.And it
would want, from true egoist, than also all the
others made it.From this point of view a large
one is deceived, but its pictures speak also to
all those that to the wonder for the life, did
not think more to us.
35 years of artistic activity.
How many extensions in 35 years!Gian Berra is a
self-taught, even if in 1980 it has attended for
po' an Academy of Fine Arts of Venice.
But because you had gone to us
- It was in order to see what was made here.I
from years already painted, but the curiosity
had come me to see, to feel.They are a great
onlooker by nature.I spoke with Emilio Vedova
who taught in that school.I remained
disappointed of the that atmosphere.And me I
returned some in hill.
- And the extensions
- I have begun when the boom of the art already
was ended.To half of 70 years ' great part of
the market was ended.Nobody to which turning me
for a council.Therefore I invented myself
all.Self-taught until in bottom.He was enough to
me to be able living free "to make art" and not
to possibly make debits.And when I felt
disconsolate me of I went to take a walk on
gravels of the Piave.
Of extensions Gian Berra of it it has organized
indeed many.Nearly always you space publics or
places also R-di.fortuna.Until in 1990 it the
idea comes to try to collect friends around to
himself.I found the Cultural Association the
Criola with the scope to create a group of
sensitive persons to the art.With to they it
organizes collective extensions.
In the 1993 nozzle a "practical painting Course"
turned to all those that feel to try the magic
of painting.E' a sucessone.But also a great
responsibility that tired, but fills up of
satisfaction.
- Today we are in 1996, like goes the course
- This year they are taken one pause to me,
little of breath in order to think next to new
things.
- And the budget of 14 years of course
- I have tried to count the persons "students"
of the course, and would have to be at least
900.Nearly me it does not seem possible…
- And the "new things"
- I am entering in one new phase of my life.For
who it lives the art is an inner requirement to
always act with spontaneità.To listen to the
just inner one and to follow the intuition.They
are feelings, emotions that try new ways with
which playing to the life.I feel of having to
elaborate a new pittorico language.One technical
alternative to that already I operate.Always
they have been a "espressionista to the veneta".A
agreste romantico, archaic atmosphere
dreamer.But however very it lives still…But ten
years ago I began to come down more in depth.I
let to go to a more informal style, a search
that I have held for me.Up to now I have not
never exposed these jobs.
- Desires to change style
- Not indeed.But I feel that these jobs are
mature for being proposals to the public in
alternative to the others.Simply I leave that a
hidden part of me is revealed.It will be this
depth to say its.And I free it lascerò to play.
- This pittorica subpersonalità has a name
- Of sure it has a name, mine.They are always I,
that hour I only reveal it to outside of me.One
painting without shape.Not directly leggibile.A
message from that it is hidden within the
intimate essence of everyone.Expressed with a
leggibile language only with feelings and
emotions.Like it is made from children.
- A language of the Archetypes
- Perhaps perhaps Mah, something deeper anchor…
the Archetypes has need of a shape fixed or, but
nearly leggibile in every culture.To one be
primordiale not there are not even the images.
- Then you propose an informal one
- Something more.We live in a civilization that
continuously reinventa same himself even if
seems has one fixed outline.We live in perennial
"forfeiture";but every forfeiture is in truth is
one rebirth.And we know all to it.To the end of
1700 it was the same thing and the baroque style
of is the test.Baroque means to put a ricciolo
compiaciuto to just the change.Living with taste
the own impermanenza…
- A "informal baroque"
- Bravo!Here the name:Informal Baroque of Gian
Berra.
gianberra@hotmail.com
http://sites.google.com/site/gianberrasite/
il sito su google
http://utenti.lycos.it/gianberra2/
Le opere di Gian Berra sino
al 2007
C0NTATTI per
GIAN BERRA IN internet...
http://www.google.com/profiles/gian.berra
profilo su google
http://utenti.lycos.it/gianberra2/
Le opere di Gian Berra sino al
2007
http://www.saatchi-gallery.co.uk/yourgallery/artist_profile/Gian+Berra/25393.html
gallery in London
http://www.babelearte.it/tipoartista.asp?arid=628&lid=
Babelearte
http://picasaweb.google.com/gian.berra/Segusino
Album di foto dedicato a
Segusino
http://gian-berra.blogspot.com/
Blog su gian berra
http://baroccocreativo.blogspot.com/
Blog sul neobarocco
http://picasaweb.google.com/gian.berra/GianBerraOpereDellaMostraASegusinoDicembre2008#
Tante foto di gian berra
http://segusino.blogspot.com/
Blog dedicato a Segusino
http://gianberra.spaces.live.com/PersonalSpace.aspx?_c02_owner=1
Il primo space dedicato a
gian berra
http://gian-berra.blogspot.com/
Un altro blog di gian berra
http://picasaweb.google.com/gian.berra/GianBerraOpereDellaMostraASegusinoDicembre2008#
Le opere esposte alla mostra
di dicembre 2008 a Segusino
http://gianberra.spaces.live.com/PersonalSpace.aspx?_c02_owner=1
Il primo e più
completo Spaces di gian berra
http://picasaweb.google.com/gian.berra
Altre foto dell'opera di gian
Berra
http://www.lulu.com/product/libro-a-copertina-morbida/caos-barocco/2503788
Il
libro di poesie e racconti di gian berra, gratis
su lulu.com
http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/wasere/2158835
Il
romanzo di " Wasere, cuore di drago" reperibile
su lulu.com
http://stores.lulu.com/baroque
Pgina di lulu.com sulle opere
di gian berra
Tutte le
opere esposte a segusino (TV), dicembre 2008
visibili presso Picasa:
Picasa Web Album - gian berra - Gian Berra,
opere della mostra a Segusino, dicembre 2008
SEGUSINO -
Tradizionale festività di s. Lucia - DICEMBRE
2008
INCONTRI D’ARTE presso la sala “zancaner” - Piazza luciani
MOSTRA PERSONALE D’ARTE DEL MAESTRO
GIAN BERRA
Con la presentazione del
suo nuovo romanzo:
“
Wasere, cuore di drago “

“Come eravamo
cento anni fa? La fantasia e l’amore di Gian
Berra
per i luoghi in
cui è nato trovano occasione di presentare una
realtà
umana sempre alla
ricerca delle proprie radici dimenticate. Una
vicenda
struggente e
barocca riporta
alla mente e al cuore i valori umani persi per
strada.
Segusino, anno
1906, è il palcoscenico dove la vita e gli
eventi sembrano
assomigliare così
tanto a quelli dei nostri giorni: gli eroi più
grandi
sono quelli che
non si vedono né si ricordano. E’ la gente
comune
che conserva con
tenacia ed orgoglio il proprio valore”
INAUGURAZIONE:
sabato 13 dicembre 2008, alle ore
17.30
Con la
presenza dell’artista.
|

free in internet:
Caos barocco, Segusino, la valle dei mulini,
Gian Berra 2012
and
http://justpaste.it/segusino

La Cina ama la
cloaca di Venezia
e salverà
l’occidente.
La
Cina ha superato da secoli il suo periodo
barocco.
Ora
lo usa come un vecchio gioco e guarda al futuro
senza
le
illusioni di assoluto in cui si perde
l’occidente.
La
Cina non teme di perdere nulla in quanto ha
perso e vinto tante volte.
La
Cina ha visto e subito troppe volta la sua morte
e può ridere
anche
di questo gioco che l’occidente ha perduto da
tempo.
Cina
e India tornano a guardare alla sfida di questo
secolo, e non hanno fretta.
Venezia non ha fretta, il suo disfacimento
somiglia all’infinito.

New Baroque Kunst und
soziale Trägheit in den Ländern
Venedig: Vorschlag für eine
Sommer-Ausstellung der
Werke
Meister Gian Berra in Koblenz,
Deutschland.
Die Lehrerin war die Galerie Garmont,
Stefanienstraße,
Koblenz eingeladen. Eine Retrospektive seiner
Bilder
auf dem Venice Baroque Dekadenz.
Die Arbeiten sind Teil von drei privaten
Sammlungen.
Juni 23 - August 28, 2010. Entry-free
Un 2010 di
arte che si evolve?
Il mercato è la molla che muove gli appetiti e
crea offerte.
Ciò che è raro
vale perché esclusivo. L'illuso brama ciò che
l'altro non ha.
E ne diviene il
superiore. Non cambierà
nulla nemmeno nel 2010: tutti insieme ad
ingannarsi l'un l'altro sino alla fine.
Così chissà
quanti saranno in questo tempo relativo a
sperare che l'artista crepi, così i quadri
che si tangono in casa diventeranno davvero
preziosi e...potranno rivenderli a buon prezzo
per ricavarne un
ottimo guadagno.
Ma
quando muore Gian Berra?

primavera - gian berra 2009
Sommerausstellungen:
Karlsruhe -
Deutscheland
Maler
Gian Berra,
Sammlung von Gemälden alter Meister (Jahre
1989 - 1994) in Karlsruhe - Deutscheland
In der Ausstellungshalle Manner, Fieldenstrasse
14
Alte Gemälde sorgfältig gepflueckt von Herrn
Manner bei Sammlern von Gian Berra in
Deutschland, werden in einer Ausstellung im
Kultur-Halle Fieldenstrasse 14.
Die Ausstellung wurde eröffnet Freitag, 3. Juli
2009 und wird bis Ende Juli.
Die Arbeiten wurden von den Kapitän während
seiner Reisen in Deutschland gehalten und in
privaten Sammlungen.
Schriftliche Einreichung der Ausstellung:
"Ein Bild, das von Venedig, aber mit allen
kontinentalen Sensibilität. Gian Berra zu
interpretieren, die Seele des Barock deutsche
Kultur, die ein Ton von Nostalgie
“gaia”glücklich. Es ist leicht zu sehen, wie
glücklich Ironie, dem Maler gelingt, verzaubern
den Betrachter und gleichzeitig bitten, ihm
viele Fragen über sich selbst. Gian Berra,
sondern tut dies mit einer einzigartigen
Möglichkeit, die sie auseinander. Ich habe zwölf
Werke von einigen Sammlern in Deutschland und
ich hoffe, dass der Künstler wird auch an der
Eröffnung. "
R. Manner

la fatica -
gianberra 1986
Painter
Gian Berra,
collection of old master paintings (years 1989
- 1994) in
Karlsruhe -
Deutscheland
At
the exhibition hall Manner, Fieldenstrasse 14
Old paintings carefully picked by Mr. Manner
among collectors of Gian Berra in Germany, will
be exhibited in an exhibition at the cultural
hall Fieldenstrasse 14th The exhibition was
inaugurated Friday 3 July 2009 and will last
until the end of July.
The works were painted by the master during his
travels in Germany and kept in private
collections.
Written submission to the exhibition:
"A painting that comes from Venice, but with all
the continental sensibility. Gian Berra managed
to interpret the soul of the Baroque German
culture placing a tone of nostalgia “gaia”
happy. It 'easy to see how happy irony, the
painter manages to enchant the viewer and at the
same time ask him many questions about himself.
Gian Berra but does so with a unique option that
sets it apart. I collected twelve works by some
collectors in Germany and I hope that the artist
will also participate at the opening night.
"
R. Manner
Un 2010 di
arte che si evolve?
Il mercato è la molla che muove gli appetiti e
crea offerte.
Ciò che è raro
vale perché esclusivo. L'illuso brama ciò che
l'altro non ha.
E ne diviene il
superiore. Non cambierà
nulla nemmeno nel 2010: tutti insieme ad
ingannarsi l'un l'altro sino alla fine.
Così chissà
quanti saranno in questo tempo relativo a
sperare che l'artista crepi, così i quadri
che si tangono in casa diventeranno davvero
preziosi e...potranno rivenderli a buon prezzo
per ricavarne un
ottimo guadagno.
Ma
quando muore Gian Berra?
Sommerausstellungen:
Karlsruhe -
Deutscheland
Maler
Gian Berra,
Sammlung von Gemälden alter Meister (Jahre
1989 - 1994) in Karlsruhe - Deutscheland
In der Ausstellungshalle Manner, Fieldenstrasse
14
Alte Gemälde sorgfältig gepflueckt von Herrn
Manner bei Sammlern von Gian Berra in
Deutschland, werden in einer Ausstellung im
Kultur-Halle Fieldenstrasse 14.
Die Ausstellung wurde eröffnet Freitag, 3. Juli
2009 und wird bis Ende Juli.
Die Arbeiten wurden von den Kapitän während
seiner Reisen in Deutschland gehalten und in
privaten Sammlungen.
Schriftliche Einreichung der Ausstellung:
"Ein Bild, das von Venedig, aber mit allen
kontinentalen Sensibilität. Gian Berra zu
interpretieren, die Seele des Barock deutsche
Kultur, die ein Ton von Nostalgie
“gaia”glücklich. Es ist leicht zu sehen, wie
glücklich Ironie, dem Maler gelingt, verzaubern
den Betrachter und gleichzeitig bitten, ihm
viele Fragen über sich selbst. Gian Berra,
sondern tut dies mit einer einzigartigen
Möglichkeit, die sie auseinander. Ich habe zwölf
Werke von einigen Sammlern in Deutschland und
ich hoffe, dass der Künstler wird auch an der
Eröffnung. "
R. Manner
Painter
Gian Berra,
collection of old master paintings (years 1989
- 1994) in
Karlsruhe -
Deutscheland
At
the exhibition hall Manner, Fieldenstrasse 14
Old paintings carefully picked by Mr. Manner
among collectors of Gian Berra in Germany, will
be exhibited in an exhibition at the cultural
hall Fieldenstrasse 14th The exhibition was
inaugurated Friday 3 July 2009 and will last
until the end of July.
The works were painted by the master during his
travels in Germany and kept in private
collections.
Written submission to the exhibition:
"A painting that comes from Venice, but with all
the continental sensibility. Gian Berra managed
to interpret the soul of the Baroque German
culture placing a tone of nostalgia “gaia”
happy. It 'easy to see how happy irony, the
painter manages to enchant the viewer and at the
same time ask him many questions about himself.
Gian Berra but does so with a unique option that
sets it apart. I collected twelve works by some
collectors in Germany and I hope that the artist
will also participate at the opening night.
"
R. Manner
Gian Berra:
salle art Trevort (collection Trevort)
Bourdin Rue,
Saint-Tropez - France
Quelques œuvres du peintre Gian Berra seront
exposées dans les espaces de la collection
Trevort à Saint-Tropez, dans Bourdin pour la
semaine de Juillet 2009 du Samedi 19 au dimanche
26 Les travaux ont été aimablement fournies par
certains collectionneurs français.
C'est un hommage à l'artiste peintre qui a peint
quelques oeuvres que notre ville en 1988.
"Gian Berra nous a laissé un certain travail au
cours de son séjour à Saint-Tropez, dans le
lointain 1988. Son travail a été apprécié par de
nombreux collectionneurs comme un exemple de
baroque moderne. Une peinture soleil
méditerranéen, heureux et en même temps, de
sérieux et ironique, car c'est la culture
française. Gian Berra a absorbé l'esprit et les
Français ont fait leur propre. Nous espérons
vous retrouver à nouveau à la France et
arrêtez-vous ici beaucoup plus longtemps ...
"
Antoine Trevort.
Saggi critici recenti...
Come un
bambino?
Lo sguardo di un bimbo incantato: La pittura di
gian Berra.
Gi ultimi quadri esposti non smentiscono la
natura senza tempo del sentire di Gian Berra. la
sua infanzia ritorna con i colori e le forme
digerite da quando da bambino passava le estati
nelle pedemontana veneta. Inutile tentare di
dare contenuti astrusi ed artificiali alla sua
arte. Gian berra c'è. E' reale e dissacrante
nella sua ingenuità.
Come un pezzo di natura che si ripropone perchè
scontata, immutabile, nuda.
Eppure incantevole e beffarda come ogni cosa che
si pensava sorpassata. La sua realtà è cruda
come l'ovvietà di ciò che esiste. Eppure sa
affascinare perchè sincera. Gian Berra davvero
ci crede a ciò che dipinge. La sua illusione sa
di esserlo, ma non ne può fare a meno, in quanto
innamorata.
Anche il colore non ha schemi: a volte teso e
vaporoso, a volte spesso e deciso. Quasi
irriverente. Ma sempre presente con infinite
sfumature che rendono vaga l'idea. Quasi che il
pittore chieda all'osservatore di fare un po' di
fatica ulteriore ed entrare con forza nel
quadro. A parlare con lui.
Gian berra chiede un dialogo. ma lo fa con la
sua regola: avere il coraggio di gettarsi nel
sogno ad occhi aperti.
E il sogno è più che reale.
Romano Finzi B. critico d'arte anno 2000
2
L'incanto di uno svolazzo.
Gian Berra a Villa benzi 2001
Mi fi regalato un suo quadro alcuni anni fa. Non
ricordo in che occasione. Venne appeso in un
angolo di parete e nessuno ci fece gran caso, in
quanto uno tra tanti. Ma un giorno, in un
pomeriggio di pausa festiva l'occhio venne
catturato come da un invito a fermarmi un
attimo. Sembrava che quei vecchi all'osteria mi
parlassero approfittando del fatto che li avessi
chiamati.
Sentii subito la loro calma e il loro tempo
infinito. I colori erano pacati ma la pennellata
senza ripensamenti.
Bastavano a se stessi. Ma mi chiedevano di
condividere un attimo con loro.
Un po' se ne infischiavano di me. Ma ora che
c'ero potevo anche farmi avanti.
Da allora, quando passo davanti al dipinto (
interno di osteria), sento che ho degli alleati
senza riserve. Sono dalla mia parte.
Ringrazio Gian Berra per ciò che da alla gente.
Lo scopo sociale di un artista è di essere sé
stesso. E lui ci riesce bene: la sua arte porta
con sé valori che non cambiano. Valori
silenziosi, con orizzonti infiniti.
Maria Helker, collezionista.
3
Gian Berra, un post
impressionista alla veneta.
D'accordo, ogni definizione è scontata e rende
poco l'idea dell'universo di un artista. Ma nel
caso di Gian Berra si può dire che il "sentire
veneto" della realtà si è manifeatato in un
periodo come l'attuale, dove l'ovvio è scaduto a
favore di un mentalismo artistico ormai
largamente artificiale e dialettico. Oggi ciò
che l'animo dal suo profondo cerca come sfogo...è
sempre più ingannato dall'illusione di ciò che
si può razionalizzare, ma non più da ciò che si
può ...sentire.
Gian berra non affronta neppure il problema. Lui
sente ed esprime direttamente l'ovvio.
E nel farlo si diverte e gioca. E ciò da un
contenuto prezioso e strega anche l'animo più
smaliziato. Anche quando fa finta di non vedere.
La pittura di Gian Berra non ha tempo. E'
appunto un "Totem", con un valore temporale
indefinito in quanto completa ed essenziale.
L'ovvio è banale solo quando senza contenuti e
ingannevole. La tecnica di Gian Berra è frutto
di una esperienza più che trentennale e da un
entusiasmo spontaneo e vitale. Un dono raro che
non si fa pesare in quanto giocoso e autoironico
con toni di nostalgia per il periodo dorato
dell'infanzia. E a volte una vena di tristezza
mitiga il sogno. E il pittore sembra scusarsi di
averla espressa. Più veneto di così...non si
può.
Rosario Trentin, critico d'arte 2004
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